Al servizio dell’unità nella terra delle comuni radici

ecumenedi RICCARDO BURIGANA

«La reciprocità dell’amore tra i discepoli di Cristo»: questo è il tema scelto dai Focolari per un convegno ecumenico pensato per i vescovi che condividono la spiritualità del movimento. Oltre trenta presuli di dodici Chiese e comunità ecclesiali, in maggioranza cattolici, che appartengono a cinque riti diversi, hanno raccolto l’invito che monsignor Francis Xavier Kriengsak Kovithavanij, arcivescovo di Bangkok — a nome del Movimento — ha rivolto loro per vivere l’esperienza di un convegno nel quale pregare e riflettere su come rendere sempre più vivo il cammino dei cristiani verso la piena comunione. Con questa iniziativa, che si svolge dal 18 al 22 novembre a Gerusalemme, il movimento vuole proseguire la tradizione di un pellegrinaggio ecumenico che negli anni scorsi ha fatto tappa a Istanbul, Ginevra, Il Cairo, Wittenberg, Londra e Roma.
Con questo pellegrinaggio, è spiegato, si vuole offrire una volta l’anno, a un gruppo di vescovi, l’opportunità di riflettere insieme sul mistero dell’unità della Chiesa alla luce della spiritualità di Chiara Lubich e dei passi compiuti dai cristiani per rimuovere le divisioni. La scelta di Gerusalemme, come sede del convegno di questo anno, nasce da una molteplicità di ragioni. Essa risponde, innanzitutto, al desiderio di riaffermare la centralità dell’impegno del movimento per la costruzione della pace in Medio oriente. La presenza di vescovi da tutto il mondo e di tradizioni cristiane diverse vuole essere, inoltre, un richiamo per tutti i cristiani alla preghiera e alla testimonianza per superare le tensioni che impediscono di vivere la pace tra i popoli della regione e nel mondo. Il ritrovarsi a Gerusalemme assume poi un significato particolare anche per il valore che la città ha per cristiani, ebrei e musulmani: riflettere sulle divisioni, pregare per l’unità, vivere il dialogo, offre una straordinaria opportunità «per esplorare nuovi spazi di comunione e per manifestare, con la loro presenza congiunta, solidarietà e sostegno per i fratelli e le sorelle di fede in Medio oriente proprio nella Città Santa, terra emblematica delle radici comuni di tutti i cristiani e delle religioni monoteistiche», come hanno scritto gli organizzatori del convegno. Inoltre, la visita dei luoghi sacri richiama l’importanza di scoprire giorno dopo giorno il patrimonio comune a tutti i cristiani, rappresentato dall’esperienza delle prime comunità che vissero la tensione dell’unità nella tentazione della divisione; questo richiamo alle comuni radici cristiane riveste un valore particolare anche per l’a p p ro s s i m a r s i del cinquantesimo anniversario dell’incontro di Paolo VIcon il patriarca Atenagora, a Gerusalemme, nel gennaio 1964, che è ben vivo nella memoria del movimento. Il programma del convegno prevede ampio spazio per momenti di preghiera, celebrati nei diversi luoghi che ricordano la vita di Gesù, e per gli incontri con le tante realtà cristiane che vivono in Terra Santa. I vescovi avranno anche modo di incontrarsi con esponenti del mondo ebraico e delle comunità musulmane. Tra questi incontri, si sottolinea, spicca quello con la comunità locale del movimento dei Focolari, «composta di ebrei, musulmani e cristiani di varie Chiese e diversi riti, dimostrazione eloquente che è possibile vivere la fraternità anche in un ambiente carico di tensioni che da lungo tempo attendono d’essere sanate». Per quanto riguarda gli interventi di approfondimento teologico, è prevista una videoconferenza del presidente dei Focolari, Maria Voce, sul tema della necessità di trovare nuove forme per sviluppare una sempre più forte fraternità tra uomini e donne per testimoniare l’amore di Cristo. Saranno poi discussi due documenti: il primo èLa Chiesa: verso una visione comune della Commissione Fede e Costituzione, presentato in occasione della recente assemblea del Consiglio ecumenico delle Chiese a Busan (Corea del Sud), con l’intenzione di indicare il punto di partenza per un’u l t e r i o re riflessione, soprattutto in campo ecclesiologico. Il secondo documento su cui i vescovi si confronteranno, è Dal conflitto alla comunione, pubblicato pochi mesi fa dalla Commissione cattolico-luterana in vista del cinquecentesimo anniversario della redazione delle Novantacinque tesi di Lutero. Si tratta di un documento, che è stato pensato per preparare cattolici e luterani a vivere l’anniversario come momento nel quale favorire una comune visione della storia e dei valori delle tante riforme religiose del XVI secolo.

© Osservatore Romano - 18-19 novembre 2013