Ecumenismo e formazione teologica
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- Creato: 08 Novembre 2013
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di RICCARDO BURIGANA «Dobbiamo riflettere su come i cristiani, pur appartenendo a tradizioni diverse, possono lavorare insieme per affrontare le sfide del presente e del futuro nel campo dell’educazione teologica, offrendo un contributo alla crescita della dimensione ecumenica dell’insegnamento e della testimonianza»: con queste parole è stato presentato il convegno ecumenico dal titolo «The Contribution of Ecumenism to Theological Education» che si tiene ad Amburgo, presso la Missionakademie, dall’8 al 10 novembre. Il convegno è stato promosso dalla Arbeitsgemeinschaft Ökumenische Forschung - Ecumenical Research Forum (Aöf-Erf), che proprio quest’anno celebra il suo venticinquesimo anno di vita; la Aöf-Erf è stata creata per essere un luogo di confronto e di condivisione tra studiosi, soprattutto giovani, dove favorire la circolazione di progetti di ricerca storico-teologica sull’ecumenismo.
Per i fondatori della Aöf-Erf, con la creazione di questo spazio si è così arricchito il dibattito sull’unità della Chiesa che non doveva rimanere circoscritto in ambito accademico ma coinvolgere le comunità locali. Per questo la Aöf-Erf ogni anno organizza una conferenza internazionale per affrontare un tema sul quale appare necessaria una riflessione teologico-pastorale per promuovere la recezione dei passi del cammino ecumenico nella vita quotidiana delle comunità, anche alla luce della storia del movimento ecumenico. Il tema scelto per il convegno di quest’anno è particolarmente opportuno da questo punto di vista; infatti, fin dai primi passi del dialogo ecumenico nel ventesimo secolo, la promozione della formazione teologica è stata riconosciuta come uno dei compiti principali dell’ecumenismo per superare i pregiudizi che per secoli avevano limitato la conoscenza e la testimonianza dei cristiani. Dopo più di un secolo dalla Conferenza missionaria di Edimburgo e a cinquant’anni dall’ap ertura del concilio Vaticano II diventa fondamentale interrogarsi su cosa deve essere fatto per rendere l’insegnamento della teologia, a tutti i livelli, sempre più ecumenico nel senso pieno del termine: serve, da una parte, proporre dei percorsi educativi pensati insieme dai cristiani e, dall’altra, favorire una migliore comprensione dell’identità delle singole tradizioni cristiane per costruire l’unità visibile nel rispetto delle diversità. Al tempo stesso per la Aöf-Erf l’ecumenismo sta vivendo una stagione nella quale si avverte il pericolo che la distinzione tra riflessione accademica e testimonianza quotidiana possa frenare la crescita del dialogo ecumenico, provocando anche uno scollamento pericoloso, come se esistessero due comunità e due unità; proprio per evitare questo pericolo si devono quindi moltiplicare le occasioni nelle quali affrontare la distinzione tra i passi del dialogo teologico e i gesti ecumenici delle comunità, cercando di trovare delle strade per superare questa distinzione. Occorre perciò lavorare per rendere sempre più evidente come debba esserci una profonda circolarità tra riflessione teologica e vita quotidiana nella prospettiva del cammino verso l’unità. Con il convegno di Amburgo ci si propone di offrire un’occasione, soprattutto ai giovani studiosi, per condividere le ricerche su alcuni temi che appaiono centrali per il presente e per il futuro del dialogo ecumenico, indicando anche delle soluzioni alle difficoltà attuali di definire percorsi ecumenici per la formazione teologica. Tra i temi all’ordine del giorno si possono ricordare la questione della progressiva marginalizzazione della teologia in ambito accademico, il dibattito sul significato dell’approccio ecumenico nell’educazione teologica, le iniziative per aprire nuove prospettive di confronto teologico tra le diverse tradizioni cristiane, l’indicazione di percorsi educativi per condividere quanto viene fatto dalle comunità locali proprio per favorire una testimonianza sempre più ecumenica. Il programma del convegno prevede due relazioni, tenute dal grecoortodosso Grigioris Larentzakis, a lungo docente in diverse facoltà austriache, impegnato da anni nella riflessione su come promuovere la recezione del dialogo ecumenico nella formazione teologica nelle comunità locali, e da Ivana Nobile, hussita, docente a Praga, che è stata presidente della Societas Oecumenica e autrice di numerosi interventi sulla peculiarità della teologia ecumenica. Accanto alle due relazioni, che dovranno introdurre le questioni principali all’ordine del giorno, sono previsti dei momenti di confronto più ristretto, nei quali i partecipanti sono chiamati a condividere le proprie ricerche in corso su temi specifici, come le implicazioni del dialogo ecumenico per la formazione teologica della Chiesa ortodossa, il ruolo delle Chiese nei mass-media, il contributo delle comunità mennonite alla teologia ecumenica e il rapporto tra l’educazione teologica e la missione evangelica nei Paesi dell’ex Unione Sovietica. Ci sarà anche spazio per un confronto, sempre nei gruppi di lavoro, su aspetti della storia delle tradizioni cristiane, come una riflessione ecumenica sull’approccio ecclesiologico di alcuni teologi del Novecento, come Dietrich Bonhoeffer e Dumitru Staniloae. Proprio attraverso il lavoro dei gruppi di studio (dove è previsto l’intervento di giovani dottorandi che avranno l’opportunità di discutere i primi passi dei loro studi in campo ecumenico), la Aöf-Erf vuole mantenere viva l’istanza che è stata alla base della sua fondazione nel 1988, ovvero la creazione di occasioni per promuovere la condivisione di ricerche storico-teologiche con le quali favorire la conoscenza di quanto i cristiani hanno già fatto per vivere l’unità nella testimonianza quotidiana della fede in Cristo.
© Osservatore Romano - 8 novembre 2013