Accordo in Germania sulla circoncisione

Yona-Metzeger-circoncisione-religione-ebraica-berlinoBERLINO, 9. Sembrano ricomporsi in Germania le polemiche che hanno fatto seguito alla discussa sentenza del tribunale di Colonia che, come è noto, nel giugno scorso aveva equi-parato l’atto della circoncisione per motivi religiosi alle lesioni volonta-rie, passibile cioè di un’azione pena-le. Il Governo guidato dalla cancel-liera Angela Merkel nei giorni scorsi ha trovato, infatti, un’intesa su una proposta di legge destinata a regola-re la delicata questione. Intesa che ha riscosso il consenso delle comuni-tà ebraica e musulmana, che negli ultimi mesi, invece, avevano manife-stato apertamente la contrarietà a un provvedimento giudicato come una chiara e diretta «intromissione» nella sfera religiosa. La sentenza di Colo-nia, infatti, aveva suscitato stupore e sdegno in tutta Europa e polemiche assai roventi in Germania, tenendo anche conto che nel Paese vivono circa 4 milioni di musulmani e 200.000 ebrei. Nel futuro, perciò — secondo la proposta di legge che il Governo ha in agenda già nella riunione di gabi-netto di mercoledì 10 per poi essere presentata in Parlamento in tempi brevi — non saranno punibili le ope-razioni di circoncisione sui minori praticate rispettando determinati standard medici. Le circoncisioni ri-tuali, in particolare, potranno essere eseguite entro sei mesi dalla nascita del bambino anche da rappresentanti della comunità religiosa con compe-tenze specifiche. Proprio quest’ulti-mo aspetto consente di superare uno scoglio considerato fondamentale. Un mese fa, infatti, come si ricorde-rà, la città-stato di Berlino per prima aveva annunciato una nuova norma-tiva che avrebbe permesso la circon-cisione, a patto che questa fosse pra-ticata esclusivamente da personale medico. Escludendo in questo modo, però, i “mohel”, ovvero i circoncisori ebrei che seguono strettamente le re-gole religiose. E scatenando l’imme-diata e unanime reazione dell’assem-blea della comunità ebraica berlinese che ha accusato l’autorità di interfe-renza nella tradizione religiosa. Ora, questo ostacolo fondamentale sem-bra essere superato. Secondo la nuova normativa, inol-tre, i genitori dovranno essere infor-mati delle conseguenze e dei possibi-li rischi dell’intervento. Infine, dovrà essere utilizzata una «narcosi ade-guata ed effettiva», mentre la volon-tà dei bambini più grandi dovrà es-sere tenuta in considerazione. Condi-zioni che questa volta sono state ac-colte con soddisfazione dai Consigli centrali della comunità ebraica e di quella musulmana. «Siamo lieti che i comandamenti ebraici e la vita ebrai-ca non siano costretti all’illegalità», ha detto Dieter Graumann, presiden-te del Consiglio centrale degli ebrei in Germania, il quale ha aggiunto che «la sicurezza giuridica costituisce in questo caso anche una garanzia per il futuro dell’ebraismo in Germa-nia». Opinione condivisa anche dal suo predecessore, Charlotte Knoblo-ch, la quale ha definito come «equi-librato» il nuovo testo di legge, sot-tolineando poi come «per noi sia molto importante che delle persone qualificate, oltre ai medici, possano praticare l’op erazione». Sulla stessa lunghezza d’onda an-che il presidente del Consiglio cen-trale dei musulmani in Germania, Aiman Mazyek, che, in una dichiara-zione al «Neue Osnabrücker Zei-tung», ha inoltre messo in guardia dalle conseguenze che possono esser-ci sul minore «quando dall’esterno viene imposta una posizione contra-ria alla circoncisione». Infatti, «il bambino rischia di rimanere confuso e vittima di un conflitto emotivo sproporzionato rispetto a un inter-vento che invece è minimo». Il dibattito sulla circoncisione in Germania nei mesi scorsi, come ac-cennato, aveva toccato toni assai ac-cesi. Il presidente della Conferenza dei rabbini europei, Pinchas Goldschmidt, aveva definito la sen-tenza dei giudici di Colonia «forse uno dei più gravi attacchi alla vita ebraica in Europa dopo l’olo causto». E anche il presidente della Repub-blica israeliana, Shimon Peres, con una lettera al capo dello Stato tede-sco, Joachim Gauck, aveva sottoli-neato come la circoncisione sia parte inseparabile dell’identità ebraica. Per questo sia il Governo che Parlamen-to federali avevano annunciato per l’autunno il varo di un quadro nor-mativo nel quale fosse garantita la circoncisione rituale.

© Osservatore Romano - 10 ottobre 2012