Nel segno del dialogo
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- Creato: 22 Giugno 2016
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ROMA, 22. In occasione del quinto anniversario del documento Testimonianza cristiana in un mondo multi-religioso. Raccomandazioni per il comportamento, martedì 21 giugno si sono incontrati a Roma — su invito del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso — rappresentanti della Curia romana, della Conferenza episcopale italiana, del Consiglio ecumenico delle Chiese (Wcc) e dell’Alleanza evangelica mondiale (Wea), nonché studiosi e credenti delle religioni tradizionali africane, del buddismo, dell’induismo, del jainismo, del sikhismo, del taoismo e del tenrikyo. Il testo, pubblicato il 28 giugno 2011, è stato un’iniziativa comune del Pontificio consiglio, del Wcc e della Wea, con la partecipazione, nella prima fase, di credenti appartenenti ad altre religioni. L’evento commemorativo, con la partecipazione di cristiani e altri credenti, ha inteso ribadire questioni importanti di comune interesse riguardo al documento. Al discorso di apertura del cardinale presidente del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso, Jean-Louis Tauran, è seguito un videomessaggio del reverendo Shanta Premavardhana, presidente del Seminary Consortium for Urban Pastoral Education di Chicago, già membro del personale del Consiglio ecumenico delle Chiese, sulla storia e lo sviluppo del documento. Brevi relazioni relative all’attuazione del testo sono state presentate dalle istituzioni che ne sono state coautrici: monsignor Miguel Ángel Ayuso Guixot per il dicastero vaticano, Clare Amos e Kyriaki Avtzi per il Wcc, Thomas K. Johnson per la Wea. «Documento attraverso gli occhi dei vicini religiosi» è stato il tema della prima sessione, nel corso della quale rappresentanti delle religioni tradizionali africane, del buddismo, dell’induismo, del jainismo, del sikhismo, del taoismo e del tenrikyo hanno illustrato brevemente la loro visione del testo. Nella sessione successiva, alcuni rappresentanti della Curia romana e della Conferenza episcopale italiana sono intervenuti su «Promuovere una cultura di dialogo e di incontro. L’importanza di un documento di testimonianza cristiana». La sessione conclusiva, sul tema «Guardare avanti. Rispondere insieme alle realtà globali contemporanee », era volta a trovare consenso su alcuni punti importanti emersi dal workshop. Sono stati ribaditi il dovere e il diritto di tutti i credenti di testimoniare la propria fede, come anche la necessità di rispetto reciproco e di dialogo interreligioso. È ciò che implica la libertà di religione, e va rispettato da tutti e garantito dagli Stati attraverso leggi appropriate. I partecipanti hanno incoraggiato le organizzazioni responsabili del documento originale a riflettere su come lo “spirito” del documento possa essere esteso per rendere possibile il dibattito interreligioso su questioni come l’etica della testimonianza e la libertà di religione. Hanno inoltre espresso la loro gratitudine al Pontificio consiglio per avere organizzato l’evento e fatto gli auguri ai partecipanti musulmani per il Ramadan e la ‘Id al-Fitr.
© Osservatore Romano - 23 giugno 2016